TORCELLO – #isoledivenezia

Ho rimandato questo post per varie settimane, per mancanza di tempo (maledetti esami!) e per non essere riuscita a trovare un modo di scriverlo che lo facesse sentire mio.
Poi ho pensato a Torcello e al fatto che appena messo piede giù del vaporetto, ho realizzato cosa volesse dire “un’isola di pace”.
Anche se in fondo originale non è, questa è la mia Torcello.

torcello map

 

L’arrivo
Con l’idea di fare solo due isole in un giorno, ma di visitarle il meglio possibile, ho messo la sveglia presto un martedì mattina e il mio viaggio è iniziato con il localissimo e tipicissimo vaporetto. Io e altri pochi turisti abbiamo percorso il sentiero accanto al canale, in mezzo al verde, alberi, coltivazioni… fino al primo ristorante. E al primo negozio.

VEtorcello_ponte

L’isola
Torcello è un’isola piccola, il cui numero di abitanti è altrettanto ridotto. Nonostante questo, racchiude tanti piccoli tesori.

Il più antico è un trono del V secolo, che viene chiamato Trono di Attila. Secondo la tradizione, il re degli Unni arrivò fino a Venezia, spingendo gli abitanti di Altino a scappare via mare e dare inizio alla bellissima e lunga storia della città.

VEtorcello_trono

Di storia, e soprattutto di arte, si parla anche nella Basilica di Santa Maria Assunta. I mosaici a muro, il color pietra e l’odore di antico la rendono ancora più suggestiva. Con l’accesso alla chiesa si può salire anche sul campanile, e godere della vista dell’isola di Torcello da un lato, e di Burano dall’altro.

VEtorcello_campanile

VEtorcello_panorama

Al lato della basilica, proprio di fronte al trono, si trova la chiesa di Santa Fosca. Non si conoscono bene le sue origini, ma si sa che nell’anno 1000 era già esistente. Il porticato e la forma circolare ti avvolgono nel profumo dell’incenso e nella luce dell’interno spoglio e semplice.

VEtorcello_santafosca

Ma l’isola di Torcello è, come ho scritto prima, una vera e propria isola di pace.
Non tutta è visitabile, ma ci sono dei piccoli sentieri in mezzo al verde (e alle zanzare!).
La cosa che più mi è rimasta impressa è il silenzio. Lontani dal principale punto turistico, non si sente nient’altro che l’acqua dei canali, i versi dei gabbiani e il fruscio degli alberi. Dev’essere quello che ha provato anche Ernest Hemingway, che per un periodo è rimasto sull’isola a scrivere parte del suo romanzo “Across the River and Into the Trees”.
VEtorcello_barche

VEtorcello_chiesa

VEtorcell_campo

A Torcello si può visitare anche la Casa MUseo Andrich, a cui, però, non sono andata. La prossima volta completerò la visita con un po’ di arte moderna!

 

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2 pensieri su “TORCELLO – #isoledivenezia

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